La Giostra de' Lanaioli

La “Giostra dei lanaioli” nasce dall’incontro di due antiche culture da sempre patrimonio della Valle dell’Irno e cioè l’arte della Lana e l’allevamento equino.

 

Grazie alla ricchezza dei boschi e al clima piuttosto umido e moderatamente ventilato, gli abitanti della valle praticavano l’allevamento ovino, coltivavano la terra, effettuavano la transumanza orizzontale e intensificavano la pastorizia.

 

Va da sé pensare che dovevano essere dei bravi tosatori di pecore, esperti maniscalchi, nonché ottimi cavalieri.

Col passare degli anni, accanto alle attività agro-pastorizie si affiancò la lavorazione della lana. Quasi ogni famiglia che abitava nelle contrade, vicine al fiume, lavorava alacremente la lana.

 

L’ “Arte della Lana” caratterizzò per secoli l’economia di tutta la valle elevadosi ad industria con notevoli investimenti. Tale industria nasceva dalla copiosità di laboratori che si svilupparono nelle cosiddette “Poteje”.

 

Queste divennero nel ‘500 le fornitrici ufficiali dell’Esercito, delle carceri, degli ospedali militari, dei Conventi. Le forniture venivano consegnate con l’unico mezzo di locomozione possibile, cioè il Cavallo.

 

Purtroppo la Valle dell’Irno fu divisa in due feudi e si decise di sottoporre i manufatti ad una speciale dogana. I Lanaioli furono gravati da obblighi feudali e costretti a pagare pesanti tasse, imposte da alcune famiglie nobili della zona.

 

Fu solo grazie alla Regina Margherita da Durazzo che questi casali furono sgravati da obblighi e pesi annessi alla loro condizione di feudi e divennero di natura allodiale (da “allodio” : beni e terre posseduti in piena proprietà).

 

La gioia dei Lanaioli fu tale che per ringraziare la Regina decisero di organizzare una festa in suo onore, con canti, balli e gare con i cavalli.

...Nacque così la Giostra de' Lanaioli...